RECENSIONI DEL LIBRO
PRIMO
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Giornale di Vicenza - gennaio 2017



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Nonno Primo
libero e coraggioso

Nicola Piovesan e la nuova biografia storica

di Alessandro Scandale 
a.scandale@gmail.com

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Primo

Dopo il successo di due romanzi polizieschi e numerosi premi e riconoscimenti nazionali, il vicentino Nicola Piovesan, con il nuovo Primo (Augh edizioni), si cimenta nella biografia storica romanzata, narrando la vita avventurosa del nonno Primo Piovesan, artista geniale, scrittore, commediografo, attore teatrale, giornalista, cabarettista.

Primo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Una narrazione che non ha nulla dell’asettico rendiconto cronachistico, anzi: filtrando il personaggio sotto le lenti della fantasia e del ricordo, l’autore tratteggia un affresco che rende onore alla carriera di un maestro vicentino della drammaturgia, celebre nella sua amata Vicenza ma anche in tutta Italia, e regala l’immagine di un uomo capace di conservare la propria libertà di pensiero e la sua sensibilità creativa anche in un momento storicamente buio come quello della Grande Guerra prima e della dittatura fascista poi, pagando in prima persona per il coraggio delle proprie scelte. Tra continui flashback temporali dal passato al presente, emerge la figura di un uomo in grado di restare sempre dalla parte della gente, e di porre il suo estro al servizio degli umili e degli oppressi. Nel ricordare la vita del nonno, l'autore immagina un lungo dialogo fra un Primo allettato, prossimo alla morte, e un misterioso giornalista che compare nella sua casa ormai deserta. Una casa fra le cui mura echeggiano le voci di una famiglia felice e dei tanti artisti seduti in un salotto dove sono nate commedie come I Magnagati e Nina no far la stupida, oltre ad alcune fra le opere più belle del teatro del Novecento italiano. Il libro di Piovesan sarà presentato per la prima volta al pubblico venerdì 27 gennaio alle 18.30 all'antico panificio Menardi in stradella del Garofolino a Vicenza; altre presentazioni sono in programma nelle prossime settimane.

Primo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)Quand’ero bambino - scrive l'autore nelle note introduttive - papà Luciano mi raccontava del nonno scrittore, giornalista, autore teatrale e attore. Sono cresciuto con l’idea di dovermi reputare un nipote fortunato, ma ho sempre ritenuto di esser troppo indaffarato nelle mie faccende per dedicarmi all’approfondimento della biografia di un avo, tra l’altro nemmeno conosciuto di persona. Eppure, negli anni, ho potuto constatare che la mia esistenza, a ogni livello, era segnata dal passato. “Ah, sei estroso come tuo nonno”, “ti piacerebbe fare il giornalista? Proprio come tuo nonno!”, “scrivi come tuo nonno”, “tifi Vicenza, come tuo nonno”, “ti sta crescendo il naso di tuo nonno”... Il particolare curioso di tali affermazioni sta nel fatto che a formularle non sempre erano dei parenti, bensì gente comune che incontravo lungo il processo di maturazione, dai banchi di scuola in poi: la maestra, il professore, il direttore del quotidiano per cui ho lavorato, il negoziante, il vicino di casa. La maggior parte degli artisti vicentini conosce Primo Piovesan. E molti concittadini, pur non avendolo incontrato di persona, perché nati in altra epoca, sono stati comunque raggiunti dalla sua fama. Mio padre ha conservato gelosamente numerose commedie del nonno. E non solo: fotografie, libri, lettere, documenti, articoli di giornale scritti da lui o su di lui. Forse, in cuor suo, ha sempre sperato che, un giorno o l’altro, me ne sarei interessato con passione. Così è stato. Diversi mesi fa, ho iniziato le ricerche con l’unico intento di mettere in ordine la storia di un illustre parente, partendo dal materiale che mio padre aveva archiviato, in modo disorganico, nel suo armadio.

Primo (Art. corrente, Pag. 1, Foto generica)La reale ispirazione, infatti, è arrivata solo il giorno in cui sono entrato in possesso di una grossa scatola di cartone, stipata nella soffitta della casa dei miei genitori chissà da quando e giunta lì chissà attraverso quali tortuosi percorsi. Il profumo d’antichità che ho avvertito aprendola, è intatto dentro di me, ma ciò che più mi ha colpito sono le lettere scritte a mano: passarle tra le dita, avvertirne la fragilità e al contempo la paura di sgualcire, con un banale gesto, tanta fatica, tanta arte, mi ha dato la spinta propulsiva determinante a intraprendere un progetto che ormai iniziava a vivere stabilmente in un cassetto della mia testa. Ho toccato con rispetto reverenziale gli originali delle sue commedie – battute con la macchina da scrivere – e le riviste corrette di suo pugno con la penna. Le lettere di sua moglie, mia nonna Ines: resoconti di come procedevano le cose in famiglia mentre lui era in tournée con la compagnia teatrale. E poi, decine, forse centinaia di articoli di giornale che celebravano i suoi successi. Non giornali qualunque, ma i più importanti quotidiani italiani recensivano le commedie del nonno Primo, recitate da lui stesso nei più famosi teatri nazionali: Genova, Brescia, Torino, Verona, Milano, Bologna, Venezia, Trieste, Firenze, Roma! Fin da subito, mi sono immerso in un momento cruciale del passato italiano, anni decisivi per il destino della nostra nazione, perché Primo Piovesan è vissuto proprio a cavallo tra le due guerre mondiali. Una corrispondenza che mi ha aiutato a cogliere e misurare con maggior attenzione alcune sue scelte, esercitate in un contesto politico-sociale terribile. Approfondire la conoscenza di Primo mi ha inoltre concesso l’opportunità di comprendere, attraverso le sue vicissitudini, le mie origini e la mia storia, ma anche quella di Vicenza, la mia città, così cambiata nell’ultimo secolo.

La Domenica di Vicenza - gennaio 2017




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