RECENSIONI DEL LIBRO
IL DOSSIER URANIA

Giornale di Vicenza, gennaio 2016


Giornale di Vicenza, marzo 2016


Giornale di Vicenza, maggio 2016


Giornale di Vicenza, maggio 2016


Giornale di Vicenza, luglio 2016


Vicenza Vogue, giugno 2016


Giornale di Vicenza, ottobre 2016


Premio Nazionale di Arti Letterarie Torino 2016 (la giuria):
Nicola Piovesan e il suo “Il Dossier Urania” ci hanno divertito ed entusiasmato con un romanzo mai banale e ripetitivo che risulta più credibile della realtà stessa. Almeno, così spera la Giuria. La metafora del thriller è un j’accuse di rara sensibilità ed efficacia, un dipinto a tinte forti e tenui che assomiglia al dipinto di Pablo Picasso intitolato Guernica. Poteva il suo autore sperare di meglio dalla sua opera? Poteva la Giuria aspettarsi di più da un testo letterario? Attendiamo con trepidazione quanto avverrà alla prossima edizione del concorso Arte Città Amica.

Premio Letterario Internazionale Sesto S. Giovanni 2016 (la giuria):
L'autore ci presenta una situazione completamente immaginata, ma molto attuale. Leggendo il romanzo ci si trova in un groviglio di fili che è impossibile quasi a liberarsene. Il racconto è un vero giallo, con diversi personaggi, colpi di scena, momenti drammatici, morti, pistole, amanti, polizia, indagati, ma nessuna verità, nessuna certezza viene a galla su chi può essere il colpevole. ... Il valore del romanzo di Piovesan sta nel rendere verosimili le situazioni, i personaggi, gli avvenimenti che sono creazione della fantasia. ... La scorrevolezza della prosa e la descrizione ampia degli ambienti e dei personaggi, unite al contenuto attuale rendono il lavoro meritevole.

Premio Letterario Vittorio Alfieri (la giuria): Un vero e proprio thriller, in cui quello che appare un traffico di stupefacenti, via via che la vicenda procede rivela interessi che coinvolgono personaggi e organizzazioni criminali di portata sempre più vasta. Merito dell'autore è aver creato un'ambientazione in cui tutto si rivela diverso da come sembrava apparire in un primo momento; un romanzo che abbina spettacolarità e senso di ribellione di fronte ad un nemico oscuro ed apparentemente imbattibile.

LA DOMENICA DI VICENZA 

Alessandro Scandale (La Domenica di Vicenza): Il tema, è bene precisarlo subito, non ha nulla di fantascientifico, anzi va a toccare argomenti e fatti che sono della massima attualità: la politica, la corruzione, la malavita i cui tentacoli si infiltrano in ogni meandro della società, ma anche l'ambizione smodata, la brama di potere e ricchezza. Insomma tutto il "catalogo" delle umane vicissitudini che si intrecciano in una trama fitta, con risvolti sorprendenti ed un finale imprevedibile, elemento fondamentale per ogni giallo che si rispetti. con il nuovo romanzo Piovesan imbastisce una storia in cui faticheranno a riconoscersi quei lettori che dividono il mondo nella sua estrema dualità manichea: bene e male, bianco e nero, buoni e cattivi. Qui in realtà - ed è forse questo il pregio maggiore del libro - i contorni sono molto più sfumati, le tonalità si smorzano, i personaggi appaiono in tutta la loro umana limitatezza, con pregi e, ancor più, difetti. Il che significa, in fondo, che il bene non sempre sta dalla parte dei buoni, e il male da quella dei cattivi; significa che una o più figure considerate esempio di rettitudine e giustizia si possano facilmente smarrire nei meandri attorcigliati della vita con tutte le sue lusinghe e promesse - spesso vane e ingannevoli - di potere, ricchezza e fama. E anche se siamo ben consapevoli di essere di fronte ad una "fiction" stampata su fogli di carta, non ci abbandona mai il sospetto che una storia come questa possa essere anche molto vicina alla realtà, se non nei suoi dettagli specifici, almeno nella sua trama di fondo. Una trama che a ben vedere ogni giorno le cronache ci sbattono in faccia con maggiore o minore crudezza: corruzione, connivenze, affari sporchi, attività apparentemente lecite che nascondono affari di ben altra natura. La vita, insomma, o almeno una certa idea di vita che abbiamo imparato a conoscere "grazie" ad innumerevoli esempi concreti.

Giuliana Balzano (scrittrice): 
Il dossier Urania di Nicola Piovesan, Alter Ego Edizioni
Un giallo attento, preciso, ben scritto, intrigante. Un giallo da leggere per chi ama i gialli. Un libro da leggere per chi ama i buoni libri. Uno scrittore da seguire per chi ama i buoni scrittori.
Tecnicamente è un thriller perché la suspense la fa da padrona, fin da subito. Poi aumenta e ti ripaga perché le sorprese sono diverse e per nulla scontate.
Un grande Nicola Piovesan che già con il suo primo romanzo “L'ombra del destino” aveva dato modo di far intuire al lettore le sue doti di scrittore.
Leggetelo. Punto!
Copertina originale ed efficace.

Premio Letterario Nero su Bianco (la giuria): Purezza linguistica, uno stile asciutto ma incisivo e una vicenda intrigante. Tre prerogative che rendono Il Dossier Urania una narrazione in cui nulla è scontato, nulla è ciò che sembra, ma in cui complotti e segreti alterano la verità. La caratterizzazione dei personaggi, punto di forza della storia, dà concretezza a figure fittizie a vario titolo coinvolte nell'intreccio, destinate a interpretare un ruolo di primo piano per perseguire i propri scopi. La vicenda, di per sé, è un atto di denuncia contro traffici illeciti, corruzione, interessi privati, un quadro fosco su cui primeggiano la ricerca della verità e il senso di giustizia.

Emiliano Olivieri (avvocato): Un thriller a livello dei migliori. Bravissimo!

Luisa Nicoli (giornalista): Il dossier Urania” racconta una intricata vicenda che vede protagonista Sara Ruberti, membro del consiglio scientifico del Cnr di Roma, che nel corso di alcune ricerche sull’inquinamento del mare a Brindisi scopre, studiando i movimenti ambigui di una nave, dei loschi traffici di sostanze stupefacenti. Da lì si dipana un thriller che porta Sara Ruberti dalla Puglia a Roma. a Pisa ,fino a Los Angeles. Intorno a lei si muovono molti personaggi in una scena in cui nessuno è ciò che sembra, dove la verità è poliedrica e ogni personaggio nasconde qualche segreto.

Enrico Carioli (chirurgo): Il libro mi è piaciuto tantissimo. Nicola ha veramente la stoffa dello scrittore! I personaggi e le situazioni che crea sono così realistici, ben studiati... Ha un ottimo metodo descrittivo. La prosa è sciolta, scorrevole, curata, ben equilibrata, mai caduta di tono. L'uso dei capitoli brevi e la successione incalzante degli avvenimenti rendono l'opera avvincente. L'intreccio non ha punti deboli e tiene veramente in sospeso fino alle ultime pagine. La scena in cui i due protagonisti cercano di entrare nei files criptati è davvero superlativa: sembra di vedere un film! E poi i colpi di scena, la combinazione di tanti personaggi ambigui, a doppia faccia, da non capire più da che parte stanno i "buoni". Grazie a Nicola per averci regalato queste belle emozioni.

Agostino Manzin (commerciante): "Grande Nicola Piovesan. Come da aspettative. Molto intrigante, coinvolgente, accattivante. Penso di aver battuto ogni record: mai finito un libro in due giorni! Grazie grazie grazie!"

Roberta Alloro (dottoressa in Lettere): "Bravo Nicola. Ho letto il libro di sera fino a tardi perché dovevo per forza conoscere il finale della storia. Lettura agevole, coinvolgente e accattivante!! Bravissimo!"

Giuseppe Palladino (editor): "Con una prosa avvolgente, Nicola Piovesan confeziona un thriller spettacolare, un teatro dellassurdo in cui nessuno è ciò che sembra, ove la verità è poliedrica e ogni personaggio nasconde identità torbide e sibilline."

 
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